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COMUNICATO  STAMPA

 

Ancora squallidi e desolanti abusi nella zona di tutela biologica e sito importanza comunitaria del relitto del Paguro.

In data 10 ottobre colleghi subacquei hanno effettuato ordinaria immersione al Paguro, acqua meravigliosa, nuvole di pesci, poi sul piano del relitto a -15 di profondità l’ennesima scoperta di un consumato abuso : una canna da pesca caduta e/o abbandonata perchè la « bava » (filo) impigliato nella struttura.

Da anni segnaliamo e denunciamo i continui abusi perpetrati nell’area da parte di pseudo pescatori sportivi in estate ed autunno, da avventurieri con reti in inverno e primavera. Numerosi gli interventi delle autorità, e le sanzioni a carico di vari soggetti, in particolare da parte dalla Guardia Costiera.

Tutti sono perfettamente a conoscenza che lì non si può pescare, ma contemporaneamente tutti sanno che proprio lì c’è un mondo meraviglioso e variegato di tante specie ittiche.

Siamo convinti che non sia estremamente onorevole e sportivo effettuare razzie in un luogo protetto, è sicuramente un grave problema di educazione e di responsabilità.

Rivolgiamo un appello alle associazioni della pesca sportiva affinchè intervengano a promuovere un codice di condotta responsabile per i pescatori sportivi, perchè certi atti individuali squalificano tutta la categoria.

Comunque sia nel 2011, oltre a richiedere un ulteriore impegno e sacrificio alla Guardia Costiera (impegnata in compiti d’istituto ben più rilevanti), ci attiveremo responsabilmente ed autonomamente ad effettuare sopralluoghi e controlli presso la « concessione demaniale marittima dell’Associaione » con la denuncia e divulgazione pubblica di quanti saranno sorpresi a pescare nell’area. Le sanzioni amministrative e di denuncia penale previste dalle norme in materia di zona di tutela biologica e sito d’interesse comunitario sono molto pesanti !

 

Marina di Ravenna, 11.10.2010