Progetto Nemo By CSR

 

29 marzo 2015
Ravenna
 
Progetto Nemo by CSR
 
Piccoli sub ed apneisti crescono sotto le attente cure degli istruttori del CSR, poi si passa al pranzo sociale  con cuochi di eccezione!

Small divers and freedivers grow with careful of CSR instructors care, then we have social lunch with exception cooks!

 
 

Cieco, autistico, Down? Non importa: sott’acqua si va insieme

Due ragazzi – uno “normodotato” e l’altro no – sono in piscina, uno di fronte all’altro. Reggono entrambi un cucchiaio: la palla, stretta al centro, non deve sfuggire. Se uno dei due molla un po’ la presa, l’altro dovrà metterci più forza. E viceversa. Il gioco e la cooperazione, non a caso, sono lo spirito del progetto “Nemo” che il Circolo Subacqueo Ravennate porta avanti da sei anni e che gli è valso il Premio Marcante, un riconoscimento nazionale arrivato domenica scorsa. Gabriele Tagliati è soddisfatto. Perché il progetto non prende ispirazione da niente e da nessuno ma è un’idea originale per mettere insieme bambini e ragazzi con disabilità intellettive e sensoriali e coetanei senza difficoltà. Quest’anno – da ottobre a dicembre e da febbraio a marzo – per tredici domeniche il gruppo si è incontrato senza mai perdere l’entusiasmo: “Un risultato per noi molto positivo, visto che il programma è stato intenso e impegnativo”.

L’età dei “sub” va dai nove ai diciassette anni circa. Ma perché proprio la subacquea a servizio dell’integrazione? “Perché il nostro è uno sport dove chi ti sta affianco non è il tuo avversario ma colui che ti dà una mano. E così abbiamo voluto fare qualcosa di diverso rispetto a chi propone un’attività sportiva specifica per chi ha una disabilità, come per esempio la pallacanestro per chi è in carrozzina. Abbiamo voluto mettere la subacquea a servizio dell’integrazione. Tra i sei ragazzi con disabilità ce n’è uno cieco, uno autistico, uno con la sindrome di Down, uno con un ritardo mentale. Di volta in volta, a seconda dei giochi proposti, interagiscono con uno o con l’altro ragazzo normodotato”.

In genere, chi ha una disabilità, difficilmente ha modo di interagire con i compagni al di là dell’orario scolastico: “Qui, invece, ci si incontra fuori dalla scuola insieme agli educatori specializzati, tutti volontari”. I più scettici, ma solo inizialmente, sono i genitori: “La paura è mettere i ragazzi disabili, magari in passato messi da parte da altre discipline sportive, a fare uno sport come la subacquea che è visto come puramente tecnico e anche pericoloso. E poi spesso si ha il timore che noi vogliamo insegnare ai ragazzi a fare i sub. Tutt’altro: l’idea che la subacquea sia dare la caccia allo squalo o cercare un tesoro sottomarino è fuorviante”. A infrangere i luoghi comuni ci pensano il passaparola e il “provare per credere”, in seguito ai quali le famiglie si convincono sempre. Poi, a furia di giocare, c’è anche chi ci prende gusto: “Uno dei nostri ragazzini disabili, che partecipa da quattro anni a Nemo, quest’anno per la prima volta ha messo in bocca l’erogatore. Non era un obiettivo, noi non ragioniamo per traguardi, ma è successo lo stesso”.

Del resto il Circolo Subacqueo Ravennate non lavora per brevetti e attestati: “A noi questa parte non interessa. Noi vogliamo meno gente diplomata e più gente in acqua. Non puntiamo al business ma a fare qualcosa di buono per gli altri”.

Fonte Romagnamamma

 

Il Circolo Subacqueo Ravennate aiuta i ragazzi disabili con il progetto Nemo

Si è conclusa, domenica 29 marzo, la seconda fase del Progetto Nemo 2015 che quest'anno ha visto impegnati 5 ragazze e 12 ragazzi tra cui 6 con disabilità intellettive e sensoriali. Il bilancio, anche per quest anno è stato molto positivo perché i ragazzi hanno dimostrato, di aver appreso le prime nozioni di subacquea, (apnea e con autorespiratore), ma soprattutto, ed è lo scopo primario del progetto, di averlo fatto assieme con un percorso comune.

Lo staff, ancora una volta, si è dimostrato all'altezza di un compito assolutamente non semplice, mettendo in campo grande passione e grande "professionalità" per coniugare l'insegnamento della tecnica subacquea con i valori dell'integrazione e della condivisione degli sforzi, per un obbiettivo comune, nel rispetto delle diversità di modi, di tempi e di abilità. Oltre ai volti sorridenti dei ragazzi durante i mesi trascorsi assieme e ai riscontri positivi avuti dai genitori, il 28 febbraio scorso, è arrivato anche un riconoscimento a livello Nazionale con la consegna del Premio Marcante e quello che è nato come un Progetto ora è Realtà Nemo.

Fonte Ravennanotizie