Formiche della Zanca

 

pubblicato sulla rivista Sub n° 412 - Luglio 2022

 

Avevo un vago e piacevole ricordo di questa immersione, effettuata appena brevettato nel 1994.

Marciana Marina base dell'Elba Diving

Programmo qualche giorno di relax a Marciana Marina e, prenoto all’Elba Diving di Fabio Agostinelli, conosciuto nel 2018 in occasione del Reb Festival, che si teneva con il suo supporto. L’Elba ti accoglie sempre con quella rigogliosa macchia mediterranea, profumatissima, prorompente, una natura esplosiva! Arrivo nel tardo pomeriggio, scarico tutto al diving nella scaffalatura assegnatami, poi passo in hotel, ed alle 20 cena su una splendida terrazza sul porto. La mattina mi alzo presto, mi piace passeggiare e vedere il paese prendere vita piano piano, con il sole che sorge dietro alle colline.

Marciana Marina base dell'Elba Diving

Mi piace anche preparare l’attrezzatura senza confusione; fare tutto con calma, senza nessuno che fa domande, distogliendo l’attenzione dal mio compito o urta e sposta il mio reb o la macchina fotografica. Finito tutto, osservo usi e costumi altrui, c’è sempre del buono ovunque. Il diving organizza due gruppi, quello che uscirà con Funny Bubble, la barca grande, che effettuerà due immersioni, ed io, che usufruirò del gommone,  mi farò il mio tuffo con calma da 120/150 minuti; preferisco uno al giorno ma bello corposo. Sul gommone c’è anche l’istruttore Bruno con un allievo, che inizierà le prime pratiche con una deco al fianco, per iniziare a familiarizzare con i cambi gas.

Due castagnole.......

Caricato e fissato tutto si esce dal porto, ancora zeppo di barche di villeggianti, nonostante sia fine settembre. In 10 minuti siamo sulla boa est dello scoglio affiorante, mi indicano la rotta per la parete più colorata e mi chiedono quanto resterò sotto. Indossato tutto, effettuato i check di routine, mano su maschera e dsv poi capovolta.

Amo le Pennatule

Ho ancora negli occhi la splendida scena vissuta; appena passato il fragore del tuffo le castagnole sono tornate compatte sotto al gommone, quasi assalendomi. Acqua cristallina, gli scogli chiari illuminati dal sole e, migliaia di castagnole nere che volteggiavano. Bellissimo, la pace assoluta! Michele mi passa lo scafandro, lo aggancio, intanto continuo a respirare e controllare che il JJ faccia il suo dovere con l’ossigeno. Mi clippo i due bailout, l'inseparabile scooter e, lentamente affondo di qualche metro. Sono solo, quindi il bubble check me lo devo gestire io.

Amo le PennatulePassati un paio di minuti, mi giro verso la superficie, nessuna perdita, tutto ok, nessuna bollicina sospetta che sale, nessun gorgoglio, posso andare. Pochi minuti e sono sopra una bella prateria di gorgonie, proseguo la discesa e troppo presto sono sul fondo, neanche 55 metri e termina la parete. L’acqua è cristallina e, unita al fondo chiaro non fanno percepire per nulla la quota a cui mi trovo.

Amo le Pennatule

In ginocchio sul fondo mi lascio trasportare dalla situazione, qualche sarago si avvicina incuriosito, la pace è totale. Ripenso ai ricordi che avevo di questo tuffo, di una parete che sprofondava a quote importanti, che non potei raggiungere, dove vidi il mio primo squalo, un gattuccio adulto rifugiato in uno spacco. Dopo anni, ore di training ed immersioni in tutte le salse, sono sul fondo, in completo relax, sto benissimo, mi sento a casa, forse anche troppo. In questi frangenti mi devo forzare a rientrare in me, a restare razionale, pensare a come gestire il tuffo e risolvere un possibile imprevisto. Prima di concentrarmi sulla parete, vorrei curiosare un pò più in basso, controllare il fondo sabbioso, dove solitamente nessuno si sofferma. Piano piano scendo ulteriormente, scrutando la distesa di detrito chiaro, intervallato da chiazze di posidonia morta. Non ci credo, una bellissima pennatula, due, tre, quattro, è un boschetto!!

Amo anche i crinoidi

Pennatule a perdita d’occhio! Le pennatule mi piacciono da matti; sono abituato a trovarle a Giannutri verso i 55 metri, qui sono molto più fonde, questa grande colonia è fra i 65 ed i 70 metri. Devo stare attento a dove mi appoggio per fotografare, sono tante, di taglia leggermente inferiore a quelle di Giannutri, ma veramente fitte! Me le gusto senza fretta, senza dover pensare al buddy annoiato che non ha la mia passione per la biologia e la fotografia. Fatica ad adeguarsi ai miei tempi. Per condividere splendide immersioni spesso molto profonde, con gli amici, ho modificato parecchio le mie abitudini; ora inizio l’immersione con la macchina accesa, pronta, ma legata al fianco con i bracci raccolti, così fino al targhet. Ho già visualizzato gli scatti da effettuare, come posizionarmi, e dove far mettere il buddy.

Colori

La macchina è regolata per le condizioni di luce che troverò sul fondo, dove finalmente avrò qualche minuto per scattare. Il ritorno, solitamente è più lento per cui riesco a navigare con lo scooter ed usare la macchina. Ho provato a far capire ai miei amici che il mio divertimento è tornare fuori con qualche bello scatto e, che la foto bella va vista, studiata, provata e realizzata, ma è inutile, non lo capiscono, per loro fermarsi due minuti è perdere tempo…….Oggi gustiamoci questo spettacolo e cerchiamo di cogliere qualche bella situazione per chi non può arrivare a vederle dal vivo.

Poco distante i resti di uno Junker

Mi sposto lentamente, la colonia continua, sono molto vicine fra loro, nemmeno un paio di metri, mai vista una situazione simile. Risalgo piano piano, l’ultima è a 63 metri, mi giro nuovamente verso il largo per l’ultima occhiata. Lascio il blu scuro, ed il fondo detritico degradante, per tornare verso gli scogli. Qualche minuto a pinne, continuando a scandagliare attentamente il fondale, mentre penso alla maggior parte dei sub che afferma: “cosa perdi tempo sul sabbione che non c’è niente”…….Eccomi su di una bella e ricca parete di gorgonie rosse, in ottima salute, senza mucillagine o altri parassiti, senza i segni delle reti da pesca, alternate da scorfani e anthias, adornate di uova di calamaro e di gattuccio.

Il Faro

Il sole che illumina il tutto, penetrando con decisione fino a queste quote. Solito a dover rientrare velocemente, da quota più impegnative, spesso salto queste batimetriche. Oggi no, sono stato poco sotto ai 60, non ho fretta di risalire per decomprimermi, posso restare. A pinne mi percorro tutta la parete, osservando ogni anfratto, prassi impossibile se devi rincorrere i tuoi buddy, quelli amanti delle scooterate infinite. Sono già passati 55 minuti, sono ancora a 45 metri, e ne ho 65 di deco, è ora di rientrare. Sempre a pinne e con molta calma inizio la lenta risalita, l’ambiente è sempre più luminoso e, passato il termoclino a -38 via via sempre più caldo. Poco più di un’ora di deco passa molto in fretta, avvolto dalle castagnole, ed a giocare con un branchetto di ricciole. Appendo i bailout e lo scooter ad una cima sotto al gommone, e percorro gli ultimi tre metri che mi separano dalla superficie, continuando a gustarmi questo azzurro chiaro e trasparente che mi ammaglia.

 

MS 07/22